L’intelligenza artificiale strumento operativo per le pmi: il punto al convegno dei giovani imprenditori Cciaa Pn-Ud

In Sala Valduga l’analisi delle nuove frontiere tecnologiche per il tessuto produttivo friulano. I dati del Centro Studi della Camera di commercio di Pordenone-Udine confermano: le imprese under 35 guidano la crescita nei settori a più alto tasso di innovazione.
L’aggiornamento tecnologico e l’adozione dell’intelligenza artificiale non sono opzioni. Rappresentano una necessità imprescindibile per la sopravvivenza e la competitività delle piccole e medie imprese in ogni settore. È questo il messaggio emerso oggi pomeriggio, venerdì 29 maggio, durante il convegno "Intelligenza Artificiale: strumenti di sviluppo per le imprese", nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. L’incontro, promosso dall’ente camerale insieme al proprio Comitato Imprenditoria Giovanile, ha offerto una panoramica concreta sull'utilizzo di strumenti operativi avanzati attraverso esempi e pratiche derivanti dall'esperienza diretta di esperti e protagonisti dell'innovazione.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, intervenuto in videocollegamento, e di Luca Rossi, presidente del Comitato. Il dibattito ha visto il confronto, moderato da Chiara Meriani, giornalista e formatrice specializzata in Ia, Paolo Omero, docente dell’Ateneo friulano e ceo di Infofactory, Alessandro Liani, ceo di Video Systems, e Massimiliano Anziutti, socio fondatore di BeanTech, che hanno mostrato come l'implementazione dell'Ia possa generare efficientamento reale nei processi produttivi.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del presidente Da Pozzo, intervenuto in videocollegamento, che ha inquadrato la sfida attuale come l'ingresso nella quarta rivoluzione economica.
«Siamo di fronte a un cambio di paradigma dove le nostre micro e piccole imprese, il 97% del sistema, devono essere accompagnate per recuperare il gap rispetto ai grandi player», ha sottolineato il presidente.
Per Da Pozzo, l'intelligenza artificiale non va fermata ma liberata da logiche di dominio, mantenendo forte attenzione all'etica.
A fargli eco è stato il presidente del Comitato Rossi.
«Abbiamo stimolato questo confronto - ha detto - per far capire che l’Ia è una grande opportunità anche per chi non ha una struttura aziendale complessa».
Anziutti ha portato dati eclatanti sull'efficienza interna: «Utilizziamo l'Ia per automatizzare parte del lavoro delle nostre persone, arrivando a generare oltre 500.000 righe di codice in un mese, di cui la metà già validata dagli sviluppatori».
Anziutti ha però ammonito sulla qualità della base informativa: «Senza dati strutturati e governati correttamente, il rischio è ottenere risposte che possono portare a decisioni aziendali sbagliate».
Sull'applicazione pratica nel mondo industriale si è soffermato Liani, che ha illustrato come l'Ia possa ridurre lo stress dei lavoratori: «Integriamo robotica e visione artificiale per sostituire l'uomo nelle ispezioni più alienanti e usuranti, mimando il comportamento umano per il controllo qualità».
Un richiamo alla prudenza e alla formazione è arrivato da Omero: «La soddisfazione più grande arriva quando vediamo cambiare la mentalità nelle aziende. Abbiamo realtà che hanno raddoppiato il fatturato solo imparando a usare correttamente questi strumenti».
Omero ha tuttavia messo in guardia sulla sovranità dei dati: «Usare versioni gratuite di Ia con dati aziendali riservati significa delocalizzare l'intelligenza del Paese senza possibilità di ritorno; le PMI devono essere consapevoli che, una volta inviati all'estero, su quei dati non esiste il tasto “undo”».
Il dibattito ha coinvolto i rappresentanti di numerose imprese giovanili del territorio.
Secondo il rapporto elaborato dal Centro Studi della Camera di commercio di Pordenone-Udine proprio sulle imprese under 35 nel 2026, la vocazione dei giovani imprenditori per i settori a più alta intensità di innovazione è alta. Sebbene queste imprese siano solo il 7,7% del tessuto produttivo regionale, la loro incidenza cresce sensibilmente proprio negli ambiti più ricettivi verso le nuove tecnologie e alle attività più “smart” e attuali.
Il report evidenzia infatti come la presenza giovanile superi la media regionale in settori strategici per l'implementazione dell'Ia, attestandosi al 9,6% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e al 10,4% nelle attività amministrative e di supporto.
Ma è scendendo nel dettaglio delle singole divisioni economiche che il dinamismo degli under 35 emerge con maggiore forza: nella pubblicità e ricerche di mercato l'incidenza delle imprese giovani balza al 23,5% (quasi tre volte la media), mentre il picco si registra nei servizi postali e attività di corriere, dove la quota giovanile tocca il 31%, ovvero circa quattro volte il dato medio del Friuli Venezia Giulia.
Questi numeri danno sostegno al fatto che le nuove generazioni stanno concentrando le proprie energie proprio in quei segmenti di mercato che l'intelligenza artificiale sta già trasformando profondamente, rendendo l'aggiornamento continuo una precondizione vitale per il loro sviluppo.