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Presentato a Pordenone il Festival della resilienza «e della rinascita»

 

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È stato presentato venerdì 21 maggio in conferenza stampa a Pordenone, nella splendida cornice di palazzo Montereale Mantica, il Festival della Resilienza, evento in programma il 29 e 30 maggio prossimi nella Biblioteca Civica ed inserito nel più ampio progetto "Pordenone 2020: una città per tutti" promosso dal Comune di Pordenone in partenariato con l’Azienda Speciale ConCentro della Camera di commercio Pordenone–Udine, sostenuto dal "Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei Comuni capoluogo di provincia" emanato nel 2016 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Subito, da parte dell’amministratore unico di ConCentro, Silvano Pascolo, che ha ringraziato quanti hanno contribuito e contribuiranno alla sua riuscita, un auspicio di continuità negli anni per il Festival, evento importante voluto con tenacia dal Comune di Pordenone al quale la Camera di commercio ha aderito convintamente mettendo a disposizione risorse umane ed economiche.
Dopo oltre un anno da inizio pandemia, infatti, il Festival della Resilienza è uno dei primi eventi proposti in città per incontrarsi nel rispetto delle norme anti-contagio, partecipare ad attività culturali e ludiche e discutere insieme sui temi dell'economia, della mobilità, del turismo, della cultura, della coesione e dell'inclusione sociale alla luce delle sfide future del mondo post-pandemico.

Nel chiostro della biblioteca saranno presenti artisti e musicisti proposti dalla scuola Polinote – da Michela Grena a Francesco Bearzatti, dai Bedroom Symphonies agli Osian duo  -attori e compagnie teatrali locali- Ortoteatro e la Storica Società Operaia di Pordenone con Mi go talent - e l’imperdibile duo comico I Papu. In sala Degan si svolgeranno sei laboratori di robotica per bambine e bambini, ragazze e ragazzi.
Il sindaco della città, Alessandro Ciriani, ha parlato di «festival della speranza e della fiducia dopo il lungo periodo di avvilimento legato al Covid e al suo carico di preoccupazioni e angoscia per i cittadini, per gli imprenditori, i riverberi sui nostri bilanci e, di conseguenza, la nostra capacità di poter approntare piani finanziari per lo sviluppo della città, qualunque esso fosse: culturale, economico o sociale».
Secondo Ciriani, però, Pordenone ha una propria effervescenza che molti territori ci invidiano e le potenzialità per guardare al futuro con sufficiente serenità. Per il vicepresidente della Cciaa Pordenone–Udine, Michelangelo Agrusti, il Festival «è un evento importante che incarna lo spirito del tempo, vorrei - ha detto - che d’ora in poi, proprio a partire da questo appuntamento, archiviassimo per sempre la parola resilienza sostituendola con rinascita pensando a ciò che ciascuno di noi, associazioni, enti, istituzioni e società in senso più ampio, potrà fare per contribuire a conquistarla».
Agrusti vede all'orizzonte un 2021 straordinario con effetti altrettanto straordinari legati, soprattutto, agli investimenti sulle giovani generazioni. «Quello sul capitale umano in questo territorio sarà imponente, nasceranno altri due Istituti Tecnici, presto il raddoppio del Polo Tecnologico, a luglio inaugureremo il più grande Digital Innovation Hub del mondo, nel Pordenonese - ha proseguito - si stanno progressivamente insediando aziende con ricadute di centinaia di posti di lavoro. Questi sono i segnali concreti del fatto che le persone hanno deciso di riprendersi in mano la propria esistenza, di far ricrescere questo Paese come dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ebbene: rifaremo, e meglio, le cose che facevamo prima. Impegniamoci tutti per questo, per intercettare questo desiderio di rinascita percepibile tra le persone. Questo Festival - ha concluso - sarà un successo e l'indizio di un nuovo inizio».

Guglielmina Cucci, assessore comunale al Turismo e alle Attività produttive, prima promotrice dell'iniziativa, ha detto che l'obiettivo primario del Festival è «favorire e stimolare l'equilibrio tra le diverse componenti della città per creare sinergia e complementarità che consentono alla comunità di ripartire, rinascere e costruire un futuro a propria dimensione con lungimiranza».
Cucci ha parlato inoltre «della capacità dei pordenonesi di superare le sfide più difficili, tratto caratteriale che il Comune ritiene importante valorizzare individuando nelle diverse comunità risorse ed entusiasmo per dare vita a una città sempre più next, interconnessa, accessibile che sappia resistere e ripartire».

Secondo l’assessore alla Cultura della Regione Fvg, Tiziana Gibelli, il Festival è una manifestazione peculiare perché include il mondo economico e sappiamo che se c’è lavoro stiamo tutti bene, diversamente no. La ripartenza - ha aggiunto con una metafora calcistica - mi fa venire alla mente il catenaccio, quello in cui si sta sempre in difesa; ma noi non vogliamo giocare in contropiede, in attesa, stiamo andando all'attacco per riappropriarci delle nostre vite e del ruolo economico di questa Regione e di questo Paese.
Condivido la logica del progetto organizzato da Comune di Pordenone e ConCentro - ha spiegato ancora - perché credo che la cultura sia una delle chiavi per riuscire ad aprire delle porte, innanzitutto individuali visto che la società è composta da individui. A partire dalla normalità, da ciò che davamo un tempo per scontato. Tutto ciò dobbiamo tenercelo stretto». Gibelli ha concluso spiegando che tutti, in questo momento, siamo chiamati a un dovere imperativo: «Convincere a vaccinarsi chi ancora non lo ha fatto, il nostro sforzo non raggiungerà risultati sperati se non traguarderemo i numeri che tutti auspichiamo».

Un Festival in piena sicurezza. ll Festival si svolgerà nella Biblioteca Civica in piazzale XX Settembre - negli spazi del Chiostro e della sala Degan. La partecipazione al pubblico è libera ma limitata ad un numero ristretto di partecipanti registrati (circa 70 persone per fascia oraria). È vitale che ogni partecipante al Festival rispetti con rigore le disposizioni anti-contagio previste dall’emergenza pandemica. Per garantire la massima sicurezza saranno regolamentati e contingentati gli accessi e gli spostamenti nel Chiostro e nella sala Degan, verrà richiesto il mantenimento delle distanze fra le persone e di applicare le misure igienico sanitarie previste. Utilizzo degli spazi e spostamenti nella struttura sono regolamentati da un protocollo di sicurezza.

Presenza e streaming. Chi desidera partecipare in presenza - diversamente potrà seguire la diretta streaming sulla pagina FB di ConCentro - dovrà obbligatoriamente prenotarsi perché i posti disponibili sono estremamente limitati. Per farlo è disponibile il calendario pubblicato sul sito » https://www.pordenoneresiliente.it. (link esterno).
In caso di pioggia gli incontri si svolgeranno nel ridotto del teatro Verdi. Per qualunque informazione sul festival è possibile contattare: informazioni@pordenoneresiliente.it

 

 

 

 

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