Pontecorvo e Zoppas a Open Dialogues: la sicurezza come motore e la resilienza dell'export italiano

Il pomeriggio della prima giornata di lavori a Udine ha messo al centro il legame indissolubile tra stabilità geopolitica e crescita economica. Tra gli interventi principali, Stefano Pontecorvo (Leonardo) ha analizzato le nuove sfide della difesa, mentre Matteo Zoppas (ICE) ha delineato la forza del Made in Italy di fronte alle turbolenze globali.
La sicurezza come «prerequisito per qualsiasi tipo di sviluppo».
È questo il messaggio cardine lanciato da Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, in conversazione con Federico Rampini nel pomeriggio della prima giornata di Open Dialogues, in Chiesa di San Francesco a Udine.
Pontecorvo ha citato l'impegno di Leonardo, che investe ogni anno 2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo per mantenere un vantaggio tecnologico che si rinnova ogni 8-10 mesi.
L’analisi del presidente si è rivolta anche alla guerra ibrida: l’Italia, pur non essendo una superpotenza economica, subisce oggi «il 10% degli attacchi informatici mondiali».
Sul fronte economico, Matteo Zoppas, Presidente di Ice, ha illustrato - in dialogo con Filippo Malinverno di Ambrosetti - la straordinaria capacità di adattamento delle nostre imprese.
«L’export italiano ha raggiunto nel 2025 i 643 miliardi di euro, in crescita nonostante le difficoltà globali, a conferma della resilienza degli imprenditori e dei prodotti italiani», ha spiegato Zoppas.
«Oggi – ha aggiunto - il nuovo conflitto apre scenari complessi, simili a quanto accaduto con Ucraina e Russia: energia, apertura e chiusura dei mercati. Se dovessimo chiudere totalmente i mercati del Medio Oriente coinvolti, l’Italia rischierebbe circa 30 miliardi di euro di export. Non si può fare oggi una stima precisa di quello che succederà nella regione. Le principali variabili da monitorare sono: apertura e chiusura dei mercati, aumento dei costi di produzione e aumento dei costi dei trasporti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, mercato da circa 70 miliardi di euro di export italiano, i dazi e il cambio euro-dollaro possono incidere fino al 25% sui costi. Il Sistema Paese, con Ice, Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti, è al fianco degli imprenditori e delle imprese italiane. Come l’acqua in mezzo alle rocce, trovano sempre il modo di superare gli ostacoli e arrivare al mare, garantendo continuità e crescita del Made in Italy», ha rimarcato Zoppas.
Il pomeriggio è stato arricchito dai panel sull'Intelligenza Artificiale, con i contributi di Alessandro Melis (New York Tech) e, in videocollegamento, Marco Pavone (Stanford University e NVIDIA), che hanno esplorato le frontiere dell'innovazione autonoma.
Infine, l'attenzione si è spostata su "La Cina come esempio di techno security state", un approfondimento condotto da Federico Rampini insieme a Tai Ming Cheung (University of California, San Diego), per analizzare come Pechino integri sicurezza nazionale e primato tecnologico.
PROGRAMMA venerdì 6 marzo
Il programma di venerdì 6 marzo di Open Dialogues promette di analizzare la variabile più incerta di questa equazione: la superpotenza americana. I lavori, ospitati nella Chiesa di San Francesco a Udine, inizieranno alle 10:00 con i saluti istituzionali affidati a un videomessaggio di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea.
Il cuore della mattinata sarà dedicato a un'approfondita analisi intitolata "Comprendere gli Stati Uniti: strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana".
Alle 10:15, il punto su "Come va l’America" sarà tracciato da Gerard Baker (Editor-At-Large del Wall Street Journal) in dialogo con Federico Rampini (Editorialista del Corriere della Sera e Direttore Scientifico dell'evento).
Alle 10.45, il focus si sposterà su "Cosa non funziona in Europa" attraverso la lente della prospettiva Maga. A discutere di questo delicato equilibrio saranno Elizabeth Truss, già Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito, e Nile Gardiner, Direttore del Margaret Thatcher Center for Freedom presso The Heritage Foundation. Sarà un momento cruciale per comprendere come il possibile disimpegno americano - già paventato nei panel precedenti - possa influenzare le sorti del continente.
Il programma proseguirà poi verso nuove geografie politiche.
Alle 11.30, Federico Rampini esplorerà le relazioni dell’Europa con l’America Latina insieme alla Professoressa Sandra Borda dell’Universidad de los Andes.
Alle 12:00, il panel "La difesa europea alla prova dei fatti: il caso dell’Ucraina" vedrà la partecipazione in videocollegamento di Iryna Terekh, ceo e fondatrice di Fire Points, per una testimonianza diretta di chi la sicurezza e la difesa le vive sul campo ogni giorno.
La chiusura di questa densa edizione di Open Dialogues, moderata da Filippo Malinverno (The European House – Ambrosetti), è prevista per le 12:30. I saluti finali saranno affidati al “padrone di casa” Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine che ha ideato e organizzato Open Dialogues, e ancora al direttore scientifico Federico Rampini, per trarre le conclusioni di un confronto che mai come quest'anno vede l'Europa e il mondo di fronte a nuove sfide storiche.