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Festival della resilienza - Imprese, la voglia di ripartire è straordinaria

 

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«Non deludiamole con un’inutile burocrazia»

«Il costo di questa pandemia, in termini finanziari, è estremamente elevato e chi si illude che le aziende potranno ammortizzarlo in quattro, cinque anni, commette un madornale errore: alle imprese dovrà essere garantito ossigeno affinché ciò possa avvenire in decenni, altrimenti non ne usciremo»: così Silvano Pascolo, amministratore unico di ConCentro, l'azienda speciale della Camera di commercio Pordenone–Udine, durante il convegno di apertura del Festival della Resilienza dedicato, nello specifico, al Recovery Plan e agli scenari futuri.
Questo il presente. Per il futuro, col faro tutto puntato sui giovani e alla loro voglia di fare impresa, Pascolo ha detto che «la nuova imprenditorialità soggiace a una serie di regolamenti e norme che non favoriscono le singole iniziative. I giovani hanno bisogno di tutto fuorché della burocrazia inutile. E questo è un fatto determinante perché la creazione di impresa è l'elemento fondamentale per far crescere la massa degli occupati accanto agli aiuti che debbono essere garantiti alle imprese attive affinché possano mantenere inalterati i livelli occupazionali. Il Pnnr, forse, non è abbastanza avveduto e attento a queste esigenze tanti sono gli equilibri da rispettare tra dettami dell’Europa ed esigenze interne spesso finalizzate a mantenere rendite di posizione. Se il motore del lavoro non c'è trascina tutti sul fondo: sanità, investimenti pubblici tanto per citarne alcuni. C'è grande voglia di ripartire, non deludiamo le imprese con cavilli inutili».
Pascolo ha inoltre ripercorso le difficili tappe della pandemia, «con Agrusti - ha detto - abbiamo passato due mesi, sette ore al giorno in conference call non per rilanciare il manifatturiero ma per mantenerlo in vita, per dare serenità agli imprenditori affinché potessero continuare a produrre in sicurezza».

Sul tema giovani proprio Agrusti ha detto che «qui non abbiamo mai creduto, come tanti altri hanno fatto, all'idea che il made in Italy potesse sopperire alla mancanza di formazione ed abbiamo pertanto investito in maniera significativa sui centri d’eccellenza superiore». Quanto al PNNR, Agrusti - vicepresidente della Camera di commercio Pordenone–Udine, ha precisato che il processo di digitalizzazione delle aziende è fondamentale purché non si commetta l'errore di credere che digitalizzazione corrisponde a cloud, a qualcosa di impalpabile… Senza l'hardware l'attuazione dei progetti diventa impossibile».
In ordine alla transizione ecologica, infine, il vicepresidente dell'ente camerale ha precisato che green non significa immettere fauna negli ecosistemi di riferimento, bensì investire nelle imprese.

 

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