Comunicati Stampa

«Cultura, turismo ed economia, legame strettissimo»

Convegno in Regione sulle opportunità dell'Alto Livenza dopo il riconoscimento a “Comuni turistici e città d’arte” per Caneva e Polcenigo | L’Assessore Gibelli: Per ogni euro di contributo pubblico per kermesse culturali ne ritornano sul territorio dai 3 ai 9. Il ruolo centrale del sistema camerale nella valorizzazione dei siti patrimonio Unesco.

«Cultura e turismo sono settori strettamente legati, visto che il patrimonio culturale è in cima alla lista delle preferenze nella scelta delle vacanze. A questo è correlato anche l'aspetto economico, non solo per i beni artistici e architettonici, ma anche per gli eventi culturali».
Lo ha sostenuto nel pomeriggio a Pordenone, durante il convegno organizzato da ConCentro, l'azienda speciale della CCIAA di Pordenone-Udine, l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, intervenuta a «Quando storia e natura si amano creano pura arte», convegno promosso sulla scia del riconoscimento conferito proprio dalla Regione ai territori di Caneva e Polcenigo che godono ora dello status di «Comuni turistici e città d’arte».
Gibelli ha spiegato infatti che «un recente studio commissionato dalla Direzione Centrale Cultura della Regione in collaborazione con Promoturismo al professor Guido Guerzoni dell’Università Bocconi di Milano, ha dimostrato che per ogni euro di contributo pubblico per kermesse culturali ritornano sul territorio dai 3 ai 9».
Secondo l’assessore è quindi «molto importante il lavoro che sta portando avanti ConCentro con il network Mirabilia che punta a mettere in luce i territori patrimonio Unesco. Ci tengo a ringraziarli – ha aggiunto – per l'impegno nella promozione di un sito che conosco molto bene, quello del Palù di Livenza, che merita di essere valorizzato insieme a tutto il territorio circostante. Un tema, quello dei siti UNESCO, che sta molto a cuore anche all'amministrazione regionale che due anni fa ha predisposto la legge regionale 11/2019 che ogni anno stanzia fondi per aiutare i Comuni a preservare questo immenso patrimonio».
 
I sindaci di Caneva e Polcenigo, Dino Salatin e Mario Della Toffola hanno ricordato proprio la legge regionale n.25/2020 grazie alla quale i Comuni hanno ottenuto l’ambito riconoscimento che, hanno detto, «permette di poter attuare delle politiche di sviluppo sostenibile indirizzate alla conservazione, valorizzazione e fruizione turistico-culturale e di questo splendido sito Unesco palafitticolo preistorico Palù di Livenza».
Attualmente, hanno informato ancora i sindaci, sono già in funzione due infopoint, gestiti dall’Ecomuseo Lis Aganis, parecchi percorsi archeologico-naturalistici, una app Palù creata da Concentro e sono in fase di realizzazione dei Totem informativi che verranno installati a breve.
A metà luglio inizierà l'ultima campagna di scavi alla ricerca delle tracce più antiche del sito palafitticolo.
Attualmente i reperti sono in restauro o conservati nel Museo archeologico Friuli Occidentale di Torre.
Quest'estate si prevedono in Palù gite su barchini elettrici sulla Livenza, escursioni guidate durante la campagna di scavi, laboratori didattici per i ragazzi legati al Neolitico e un Concerto di Musica Classica all’alba. Nella tarda estate inizierà la costruzione del Centro Visite.
«Le Amministrazioni di Caneva e Polcenigo, lavorando in sinergia fra loro, e con tutti i portatori di interesse del Territorio – hanno concluso i due sindaci – oltre alle iniziative già in atto, stanno predisponendo un Progetto di sviluppo e comunicazione, coordinato da un tavolo di lavoro, che permetterà, grazie ai contributi regionali, di dare la giusta visibilità al Palù, anche a livello extraregionale e internazionale».
 
Del ruolo particolarmente attivo del sistema camerale nelle attività della promozione dei luoghi patrimonio dell’Unesco attraverso la valorizzazione delle bellezze paesaggistiche e della loro importanza storica, si è soffermata Lucia Pilutti, segretario generale della CCIAA di Pordenone – Udine la quale ha spiegato che l’ente, dal 2014 aderisce all’associazione Mirabilia. «Il network, composto da 18 Camere di Commercio – ha spiegato Pilutti, promuove il turismo culturale ed enogastronomico in particolar modo nelle aree dei siti Unesco, sostiene “l’altra Italia”, che si propone ad un pubblico internazionale, per soddisfare le esigenze sempre più precise dei viaggiatori, integra le diverse tipologie di esperienza nei settori turismo, cultura e servizi, incentivando lo scambio di competenze e conoscenze e - ha aggiunto ancora il segretario generale – crea opportunità di business fra domanda e offerta turistica, senza tralasciare i settori strettamente collegati, l'agroalimentare e l'artigianato artistico».
 
Un ruolo cui assolve in senso più ampio anche l’azienda speciale ConCentro che, come ha ricordato l'amministratore unico Silvano Pascolo, da quasi quindici anni, attraverso il marchio del turismo pordenonese Pordenone With Love, «svolge attività per la promozione delle eccellenze ed attrazioni turistico/culturali di questo territorio.
Il punto di forza di ConCentro è la collaborazione stretta sul territorio, in primis con i Comuni con i quali si condividono progetti ed iniziative. Caneva e Polcenigo, in particolare, oltre a vantare tesori naturalistici e culturali – ha aggiunto Pascolo – sono tra i più vivaci ed attivi della nostra provincia per quanto riguarda la valorizzazione turistica dei territori di competenza e per tanto partners ideali per sviluppare idee, progetti di marketing territoriale».
 
Del sito palafitticolo ha trattato con dovizia Simonetta Bonomi, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio della Regione FVG, secondo la quale «le palafitte preistoriche dell'arco alpino rappresentano un insostituibile archivio di conoscenza del modo di vivere dei nostri lontani antenati che le abitavano.
Nel sito seriale, composto da 111 abitati palafitticoli distribuiti tra Svizzera, Germania, Austria, Italia e Slovenia, è entrato a pieno titolo quello ubicato nell’area umida di Palù di Livenza, già di per sé un prezioso e speciale contesto paesaggistico posto tra Caneva e Polcenigo.
Le particolari condizioni ambientali – ha aggiunto Bonomi – hanno consentito la conservazione di manufatti di materiali organici, altrimenti condannati alla dissoluzione. La valorizzazione dell'eccezionale sito di Palù, esistito tra il 4300 e il 3600 a.C., non può seguire i metodi normalmente attuati per le aree archeologiche proprio per le difficoltà di conservazione al di fuori dall’acqua.
Quindi tutte le iniziative volte alla conoscenza e alla promozione del sito – come quella assai meritoria della Camera di Commercio di Pordenone e Udine oggi presentata – sono di enorme importanza per raggiungere il grande pubblico e coinvolgerlo nella narrazione dello sviluppo di questo antichissimo abitato e della vita dei suoi abitanti così come rivelati dagli scavi – ha concluso la soprintendente – intrapresi da questa Soprintendenza con il sostegno del Ministero della Cultura e degli Enti territoriali».

 

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