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Comprensorio di Lignano, 1 miliardo di valore aggiunto

 

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Il focus sulla cittadina balneare, con Latisana e Marano. Lo studio, realizzato da Quantitas e Questlab su iniziativa del Comune di Lignano e con il supporto della Cciaa Pn-Ud, evidenzia anche come dalla sola attività turistica in senso stretto derivi il 72% del valore aggiunto di Lignano, anche se tutti gli altri settori sono trainati dal turismo.

Lignano Sabbiadoro, con Latisana e Marano, risulta avere un valore aggiunto di 1 miliardo e 35 milioni di euro.
E se a Lignano, in particolare, il valore aggiunto derivante dal solo turismo in senso stretto è il 72% del totale, è chiaro che il comparto influenza anche la vivacità di tutti gli altri settori economici.
Il calcolo è stato fatto da Quantitas e Questlab srl nell’ambito di un’analisi realizzata su iniziativa del Comune di Lignano Sabbiadoro e con il sostegno della Cciaa di Pordenone-Udine. A presentare la ricerca nella Sala Gianni Bravo dell’ente camerale a Udine, Nicola Ianuale, ceo e founder di Quantitas e Questlab, affiancato dalla sindaca di Lignano Laura Giorgi, nonché dal “padrone di casa”, il presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo, e dall’assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Il valore aggiunto - e nello specifico il calcolo sulla compartecipazione a esso dei diversi comparti economici – è stato possibile, ha spiegato Ianuale, grazie all’incrocio di diverse fonti informative come Istat, Prometeia, Camera di Commercio, Inps, Banca d’Italia, Comune e altre.
Latisana ha una quota di valore aggiunto turistico pari al 17,3% del totale, Marano segna il 38,4%.
«Lignano ovviamente la fa da padrona nel settore – ha introdotto il presidente Da Pozzo –, realizzando i tre quarti del valore aggiunto proprio in connessione diretta con l’attività turistica, dalla quale però dipendono in misura quasi totale anche comparti dell’industria, dell’artigianato, delle costruzioni, del commercio, dell’agroalimentare e dei servizi».
«Il bando per il miglioramento delle unità abitative a uso turistico che abbiamo promosso come Regione – gli ha fatto eco l’assessore Bini – ha ottenuto 149 domande e di queste ben 143 arrivano da Lignano: è chiaro come anche il privato creda nella crescita di questa località di punta per il nostro turismo, che anche quest’anno ha registrato dati importanti e che ha ancora tante potenzialità da sviluppare. Il merito di questi risultati significativi è innanzitutto degli imprenditori, ma tanto è stato fatto anche con il grande lavoro di squadra pubblico-privato di questi anni».

Per la sindaca Giorgi, che ha fortemente voluto il report,«sarà importante partire da questi dati per guardare al futuro e pianificare le prossime azioni con la consapevolezza che ci danno dei numeri affidabili», ha detto, evidenziando come i risultati positivi siano «frutto di 120 anni di impegno ed esperienza della nostra città».
Giorgi ha sottolineato la volontà di costruire un vero e proprio servizio statistico in grado di monitorare i dati del turismo in tempo reale e ha indicato alcune prossime tappe per Lignano, come la promozione della candidatura Unesco, ma anche della candidatura per Eyof 2027.
«Puntiamo molto sul turismo sportivo – ha rimarcato – e avremo il nostro liceo dello sport, con l’aggiunta di un nuovo indirizzo specifico al nostro Istituto di Brazzà».

Lo studio Quantitas-Questlab si apre con una presentazione dei dati più significativi relativi al turismo. Innanzitutto arrivi e presenze: Lignano è il primo comune per numero di arrivi in Fvg, il 27% del totale della regione nel 2022 e con un +1,3% sul 2019. È primo anche per presenze, con il 39% del totale regionale e un buon +4,8% sul 2019. Per quanto riguarda posti letto nelle strutture ricettive, Lignano ha il 43% dei posti letto totali del Fvg e segna un +2,3% sul 2019, con un’altissima densità di strutture ricettive per chilometro quadrato.
Gli addetti del settore ospitalità e pubblici esercizi sono oltre 4 mila e rappresentano il 10% del totale della regione. Risultano inoltre ampiamente ripristinati i livelli occupazionali pre-pandemia, in un settore che ne era stato pesantemente colpito.

A questi dati si aggiunge un focus sul turismo fluviale e lagunare e i posti barca.
Questi ultimi nel comprensorio di Lignano rappresentano il 53% del totale della regione.
Si considera poi l’indotto relativo al settore immobiliare: Lignano ha un valore medio immobiliare a metro quadro tra i più alti in Friuli Venezia Giulia: circa 3.500 euro al metro quadro, un valore più che doppio rispetto alla media regionale, aumentato del 9,2% solo nell’ultimo anno.
Inoltre, 23.504 risultano essere seconde case (89,5%) e 2.713 prime case (10,5%).

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Data di Aggiornamento
19/12/2023 - 15:18